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DIF a Transport Connect 2026: fare rete per rendere più efficiente l’ultimo miglio

DIF ha partecipato alla prima edizione di Transport Connect portando al centro del confronto un tema decisivo per la distribuzione alimentare: l’efficienza dell’ultimo miglio non dipende soltanto dalla capacità di trasporto, ma da quanto bene imprese, territori, infrastrutture e informazioni riescono a lavorare insieme.

Il 2 ottobre 2026 DIF – Distribuzione Italiana Food ha partecipato alla prima edizione di Transport Connect, appuntamento dedicato ai professionisti del trasporto e della logistica organizzato da La Rotta dei Trasporti e Media Pubblica presso il Circuito Internazionale Napoli.

L’evento ha riunito imprese e operatori del settore attorno ad alcuni dei temi oggi più rilevanti per la supply chain: trasporto del freddo, distribuzione, ultimo miglio e capacità di fare rete. Nel food, proprio l’ultimo miglio rappresenta uno dei passaggi più delicati: aumentano destinazioni, variabilità operativa e passaggi logistici, mentre resta invariata la necessità di garantire continuità, controllo e tutela del prodotto.

Dal trasporto del freddo all’ultimo miglio: i temi di Transport Connect

Il programma della giornata ha previsto due momenti di confronto principali. Il primo panel è stato dedicato al trasporto del freddo nel lungo raggio, mentre il secondo ha spostato l’attenzione sulla fase finale della distribuzione con il tema: “Dalla produzione agli scaffali: il ruolo decisivo del last mile. Come fare network per migliorare l’efficienza nell’Ultimo Miglio?”

È in questo secondo panel che è intervenuto Antonio Cuozzo, Direttore DIF Network, insieme a Marco Casillo, Giuseppe Antonio D’Errico, Francesco Giffi e Marco Baldinelli. 

Per DIF il tema tocca direttamente il proprio modello operativo: la distribuzione food non è soltanto una questione di capacità di trasporto, ma di come quella capacità viene organizzata, coordinata e resa coerente lungo tutta la filiera.

Transport Connect 2026, 2 ottobre – Circuito Internazionale di Napoli, Sarno (SA).

Il contributo DIF: la forza del territorio, coordinata dalla rete

Durante il panel, Antonio Cuozzo ha riportato l’attenzione su un principio centrale: nel food il trasporto non è soltanto uno spostamento da un punto A a un punto B. È parte del prodotto. Se durante la distribuzione si perde controllo, si rischia di compromettere parte del valore costruito dal produttore. 

Da qui il significato che DIF attribuisce al concetto di network.

«L’ultimo miglio non diventa più efficiente semplicemente mettendo più mezzi sulla strada. Diventa più efficiente quando organizziamo meglio i flussi, valorizziamo il presidio territoriale e condividiamo informazioni e standard lungo tutta la rete. È qui che il modello DIF esprime il suo valore: mettere in connessione imprese che conoscono profondamente i propri territori e integrare queste competenze in un sistema distributivo coordinato, capace di operare su scala nazionale ed europea.»

Il modello DIF parte proprio da questa logica.

Le aziende della rete mantengono la propria identità, la conoscenza del territorio e la propria capacità imprenditoriale, ma operano all’interno di un sistema più ampio che mette in relazione hub, transit point, flussi, infrastrutture, informazioni e standard di servizio.

È qui che il network genera valore per entrambi gli interlocutori della filiera. Per i produttori food & beverage, significa poter contare su una distribuzione più coordinata, capace di accompagnare il prodotto lungo le diverse fasi fino al punto di vendita.

Per le imprese di trasporto, significa valorizzare competenze, presidio territoriale e capacità operativa all’interno di un sistema nazionale che non sostituisce il singolo operatore, ma ne amplia il raggio d’azione.

È la logica della logistica collaborativa: non sostituire ciò che funziona sul territorio, ma collegarlo meglio. Collaborazione tra attori della filiera, condivisione delle informazioni e maggiore visibilità dei flussi diventano così leve operative per ridurre frammentazione e discontinuità.

Dal confronto una conferma: crescere significa coordinarsi meglio

Transport Connect ha rappresentato per DIF soprattutto un’occasione per mettere il proprio modello a confronto con esperienze diverse della filiera.

Il messaggio che il Network porta con sé dalla giornata di Sarno è che la crescita della distribuzione food non può essere misurata soltanto in mezzi, infrastrutture o dimensioni della rete. Conta sempre di più la capacità di far lavorare insieme questi elementi.

Per DIF significa continuare a rafforzare il collegamento tra scala nazionale e competenza territoriale, tra lungo raggio e ultimo miglio, tra infrastrutture fisiche e informazioni. Non una rete che annulla le differenze tra le imprese, quindi, ma un sistema capace di valorizzarle all’interno di un’organizzazione comune.

Perché, nella distribuzione alimentare, essere più capillari è importante. Essere più coordinati lo è ancora di più.

Transport Connect 2026: rivivi i momenti dell’evento